Autoreferenziale

Autoreferenziale Emilio Fantin Emanuele Sbardella

Autoreferenziale


Autoreferenziale Emilio Fantin Emanuele Sbardella

Emilio Fantin, artista non nuovo allo sconfinamento tra campi disciplinari, si appresta con Autoreferenziale ad effettuare un passo ulteriore verso l’interdisciplinarietà.

> Un passo ulteriore perché l’esposizione avviene direttamente nel luogo deputato (l’aula universitaria) e nel contesto prioritario (la lezione) del campo cui ci si vuole approssimare.

> Un passo ulteriore anche perché il campo che intende approcciare si colloca in una posizione apparentemente distante (se non opposta) rispetto alle precedenti sperimentazioni.

Quello che affascina è, tuttavia, che nonostante l’azzardo dell’esplorazione interdisciplinare (che ha tutti i connotati della traversata), più ci si allontana dall’arte, più ci si trova di fronte a paesaggi che risultano familiari all’artista stesso. I risultati della ricerca artistica di Fantin conducono, infatti, ad individuare dei tratti comuni all’arte ed alla logica. Uno in particolare: l’autoreferenzialità.

Come ti sembra che l’artista abbia affrontato il tema? Quali sono i suoi punti di forza? Quali le ingenuità?

A che conclusioni sei giunto, che riflessioni ha stimolato in te la performance cui hai appena assistito?

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2 Responses

  1. Buonasera.

    io ero presente alla lezione, e mi dichiaro contento di aver assistito a qualcosa che mi pare sia stata importante.

    Purtroppo non ho capito tutto quello che l’artista diceva, ma vorrei fare lo stesso una domanda.

    Non si incorre nel rischio di non essere né artisti né logici?

  2. Certo, questo pericolo c’è. Credo però valga la pena di rischiare. Per tracciare i confini di un territorio franco, di una zona non ancora compresa in confini certi, per esempio tra arte e logica matematica, l’artista non si deve improvvisare matematico o viceversa, semmai interagire con un matematico, creare un dialogo dove ognuno porta una conoscenza specifica e da questo rapporto far nascere una collaborazione produttiva. Da una parte difendere i propri confini disciplinari, dall’altra avere un grande curiosità per l’altro mondo. La mia piccola incursione nella vostra lezione di matematica mirava a creare appunto un primo momento di dialogo.

    emilio fantin

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